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CAMPIONATO EUROPEO SENIOR 2025 | Yerevan (Armenia), 11-05-2025

Tre decimi di punto. Balla un’inezia nel punteggio tra l’oro della Spagna e l’argento dell’Italia al Campionato europeo di karate a Yerevan in Armenia. Una delle finali europee di kata più incerte e spettacolari di sempre viene decisa sul filo del rasoio. Il trio azzurro, formato da Mattia Busato, Gianluca Gallo e Alessandro Iodice, deve accontentarsi ancora una volta del secondo gradino del podio contro gli spagnoli, ormai divenuti rivali ricorrenti nella lotta per la medaglia. Italia e Spagna si sono ritrovate di fronte come era già successo l’anno scorso in semifinale all’Europeo di Zadar (Croazia), dove a prevalere era stata anche in quel caso la squadra iberica.    

Spettacolo ed emozioni si intrecciano in un’altalena potenzialmente infinita tra le montagne del Caucaso, dando vita ad una gara destinata ad entrare di diritto nella storia del karate. Giunta in finale dopo aver superato Francia e Montenegro, la Spagna (Alejandro Galan Lacon, Salvador Balbuena Cisneros, Ivan Martìn Montenegro e Raul Martìn Romero) ha interpretato un Paiku (stile di kata) evocativo e potente, mettendo sul tatami energia e dinamicità. Dopo aver regolato Inghilterra e Turchia, il team azzurro del kata ha fornito una prestazione sontuosa, combinando eleganza e sincronia alla perfezione in un Sochin (altra forma tradizionale di kata) ad alto impatto figurativo. L’esito era aperto fino all’ultima votazione dei giudici che decretavano la vittoria spagnola per soli tre decimi di punto (42.70 a 42.40). 

Alla fine dei conti resta quell’inevitabile rammarico per un’impresa epica capace di rasentare il mito. Ma anche tutto l’orgoglio di una squadra italiana forte e affiatata come non mai.

Per Mattia Busato, che sempre l’anno scorso a Zadar aveva conquistato un bronzo continentale nel kata a livello individuale, è l’ennesima medaglia che va ad impreziosire un palmares di assoluto spessore. Campione, prima di tutto fuori dal tatami attraverso l’esempio trasmesso a nuove generazioni di karateka, Busato indossa i gradi del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, ma rimane il figlio prediletto di Castelfranco Veneto e della famiglia Sport Target, dove è cresciuto umanamente e sportivamente. Famiglia di cui tuttora continua a far parte, frequentando l’ambiente e il centro d’allenamento del club castellano.